“L’infezione da virus dell’epatite C (HCV) è una delle principali cause di malattia epatica cronica, con circa 71 milioni di individui cronicamente infetti in tutto il mondo1
“L’assistenza clinica dei pazienti con malattia epatica da HCV ha registrato notevoli progressi grazie a una migliore comprensione della fisiopatologia della malattia, agli sviluppi di procedure diagnostiche e a miglioramenti terapeutici e di prevenzione1

Prevalenza dell’epatite in Italia

L’Italia ha il triste primato in Europa per numero di soggetti HCV positivi e mortalità per tumore primitivo del fegato2

443mila

I pazienti con storia di HCV (diagnosi NOTA), guariti e non guariti3

FOCUS SU POPOLAZIONE PWID
(people who inject drugs)

Il consumo di sostanze per via iniettiva è oggi responsabile della maggior parte delle nuove infezioni da virus dell’epatite C (HCV)4

Popolazione PWID a RISCHIO DI INFEZIONE DA HCV

PWID “attuali”

a rischio di contagio e trasmissione di infezione da HCV5

PWID “pregressi”

ad elevata prevalenza di infezione da HCV cronica5

Il 50% di 12 milioni di PWID nel mondo ha un’infezione cronica da HCV6

In Italia, sono stati testati per il virus
HCV 28.197 assistiti nei Servizi per le
Dipendenze patologiche (SerD)7

Per il 9% degli utenti in trattamento,
cioè 12.380 soggetti, il test è risultato
positivo7

L’importanza del trattamento dei pazienti PWID8

Un modello di trasmissione dell’epatite da HCV dimostra che per una popolazione IDU (Injecting Drug Users) con una prevalenza di infezione cronica al basale del 20% e percentuali di trattamento di 5, 10, 20, o 40 su 1000 IDU annualmente, sarebbe possibile ridurre la prevalenza dell’infezione cronica del 15%, 30%, 62% e 72% dopo 10 anni, rispettivamente9

Riduzione relativa prevista della prevalenza a 10 anni per lo scenario basale (nessuna immunità, genotipo misto) a differenti percentuali di prevalenza e trattamento basali.
La figura mostra la riduzione relativa della prevalenza a 10 anni a partire dalla prevalenza cronica al basale. Quest’ultima è definita come prevalenza dell’infezione cronica endemica non trattata ed è circa equivalente ad una prevalenza di anticorpi
HCV pari al 27%, 53% e 80%, rispettivamente

Barriere da superare

Mancanza di consapevolezza riguardo l’infezione causata da HCV e di come può essere curata10
Stigmatizzazione sociale10
Comorbidità psichiatrica10
Limitate risorse socioeconomiche10

Il trattamento potrebbe essere ritenuto meno efficace o associato ad un’alta percentuale di reinfezione nei PWID rispetto ai non-PWID10

Mancanza di contesti di trattamento adattati alle esigenze dei pazienti PWID10
Mancanza di programmi di formazione adeguati 10


FOCUS SU HCV E DETENUTI

In Italia, la prevalenza dell’infezione causata da HCV è significativamente più alta tra idetenuti rispetto alla popolazione generale11

La popolazione infetta da HCV nelle carceri è costituita da una maggioranza di soggetti PWID e MSM 13

I detenuti adottano una serie di comportamenti a rischio che possono facilitare la trasmissione dell’HCV: uso di droghe per via iniettiva, rapporti sessuali e tatuaggi 13

L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda lo SCREENING per le persone che potrebbero essere esposte ad un rischio maggiore di infezione15

Screening: il primo passo del continuum assistenziale dell’HCV, che pone le basi per l’accesso alle cure, l’inizio del trattamento e il raggiungimento dell’eliminazione dell’HCV11

Con l’avvento di tutte le terapie orali altamente effcaci e di breve durata con antivirali ad azione diretta (DAA), può essere raggiunto l’obiettivo della riduzione globale del 90% delle infezioni da HCV entro il 2030 tra i detenuti11

Indicazioni per il trattamento dell’infezione da HCV

• Tutti i pazienti naïve al trattamento e con pregressa infezione da HCV, che desiderano essere trattati e che non hanno controindicazioni al trattamento, devono essere trattati18
Il trattamento deve essere considerato in alcuni gruppi di pazienti, tra cui:1

- Pazienti a rischio di rapida evoluzione di malattia del fegato a causa di concomitanti comorbidità. Soggetti ad alto rischio di trasmissione HCV (tossicodipendenti).

- Detenuti

- Tossicodipendenti e uomini che hanno rapporti sessuali con uomini dovrebbero essere resi consapevoli del rischio di reinfezione e si dovrebbero applicare misure preventive dopo il successo del trattamento.18

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