Leucemia Mieloide Acuta
Informazioni sulla patologia
È una neoplasia ematologica aggressiva dovuta alla crescita incontrollata di cellule immature a livello del midollo osseo e che colpisce prevalentemente la popolazione di più di 60 anni di età.
Obiettivi terapeutici
La leucemia mieloide acuta (AML) rappresenta circa il 25% di tutte le leucemie ad insorgenza nell'età adulta nel mondo occidentale1: è quindi la leucemia acuta più comune negli adulti, con un’incidenza crescente all’aumentare dell’età2.
L’AML è una neoplasia maligna delle cellule staminali ematopoietiche caratterizzata da arresto della differenziazione e proliferazione clonale incontrollata di precursori neoplastici immaturi, che impedisce la normale funzionalità ossea di emopoiesi midollare.1
L’obiettivo principale del trattamento è indurre la remissione e il controllo della malattia e quando possibile arrivare anche all’eradicazione totale3. Se il paziente non può tollerare nessun tipo di trattamento (trattamenti intensivi o non intensivi) l’obiettivo della terapia è di ottimizzare la qualità della vita attraverso le migliori cure di supporto.3
Terapie dell'AML
Il trattamento dell’AML è cambiato poco in oltre 40 anni: la chemioterapia è la principale opzione di cura per i pazienti con AML considerati “idonei” dal punto di vista medico (fit)1.
Poiché la AML è una malattia dell’anziano, non tutti i pazienti sono eleggibili al trattamento intensivo con i regimi chemioterapici1,2: infatti sono state recentemente approvate diverse nuove opzioni per il trattamento dei pazienti affetti da AML, migliorando potenzialmente i risultati anche tra i pazienti più anziani2
Le opzioni di trattamento per i pazienti con AML sono:2
- Chemioterapia intensiva: è lo standard di cura per i pazienti con AML di nuova diagnosi fit
- Trapianto di cellule staminali allogenico: la terapia più efficace per superare le resistenze e ottenere una remissione duratura per i pazienti più giovani e fit
- Agenti ipometilanti: le prime molecole che sono state investigate per sopperire al bisogno di un trattamento efficace anche per i pazienti più anziani con AML che sono considerati unfit alla chemioterapia standard
- Inibitori di BCL-2: la sovraespressione delle proteine della famiglia BCL-2 è stata associata a tassi di risposta ridotti, recidiva precoce e sopravvivenza inferiore nei pazienti trattati con chemioterapia intensiva. Gli inibitori di BCL-2 hanno dimostrato di indurre l'apoptosi nelle cellule tumorali e di rappresentare il nuovo standard di cura in combinazione con agenti ipometilanti per il trattamento di pazienti unfit alla chemioterapia intensiva
Un approccio terapeutico adeguato per il paziente anziano con AML dovrebbe essere basato su una valutazione approfondita delle caratteristiche del paziente, tra cui età, performance status (PS), stato funzionale e comorbidità, nonché adattato alle caratteristiche biologiche della leucemia in grado di influenzare la risposta alla chemioterapia intensiva.4
Fitness e unfitness del paziente con AML
Nei pazienti affetti da AML, una precisa valutazione della fitness del paziente rappresenta un passaggio critico nel processo decisionale terapeutico.5
La valutazione geriatrica multidimensionale (comprehensive geriatric assessment, CGA) risulta essere gravosa in termini di tempi e costi; misura caratteristiche che non sempre sono indipendentemente predittive2,5
In considerazione della rilevanza clinica di una definizione uniforme e realistica del concetto di unfitness, nel 2013 un panel di esperti (Ferrara et al.) appartenenti alle tre maggiori Società Italiane di Ematologia: Società Italiana di Ematologia (SIE), dalla Società Italiana di Ematologia Sperimentale (SIES) e dal Gruppo Italiano per il trapianto di midollo osseo (GITMO), ha selezionato criteri concettuali di definizione di unfitness alla chemioterapia intensiva e non intensiva nella AML5,6
Per selezionare i criteri di unfitness alla chemioterapia nella AML, è stato utilizzato un approccio basato sul processo di gerarchia analitica con criteri multipli, che, partendo da macro-argomenti più complessi, consente l’identificazione di criteri esemplificativi; tali criteri includono5:
Organi ritenuti critici per le comorbidità selezionati tra quelli considerati negli indici di comorbidità più utilizzati per predire se i pazienti possano sopportare la chemioterapia intensiva
Infezioni: rappresentano una causa importante di morbilità e mortalità per i pazienti con AML; nella definizione di unfitness (chemioterapia intensiva e, in misura minore, non intensiva) il panel ha considerato le infezioni batteriche o fungine non adeguatamente controllate
lI panel di Esperti ha identificato 24 criteri concettuali da includere nel core set di criteri candidati per la definizione di unfitness alla chemioterapia intensiva e non intensiva5
Sono stati selezionati 9 criteri per la definizione di unfitness alla chemioterapia intensiva e 6 criteri per la definizione di unfitness alla chemioterapia non intensiva5
Sono state dunque elaborate 2 liste di criteri operativi da includere nelle definizioni di unfitness a terapia intensiva e non intensiva, rispettivamente (tabelle 1-2)5
| Tabella 1. | Criteri operativi per definire l’unfitness alla chemioterapia intensiva nella AML |
| 1. Età >75 anni | |
| 2. Insufficienza cardiaca congestizia o cardiomiopatia documentata con EF≤50% | |
| 3. Malattia polmonare documentata con DLCO ≤65% o FEV1≤65%, o dispnea a riposo o che richiede ossigeno, o qualsiasi neoplasia pleurica o neoplasia polmonare non controllata | |
| 4. In dialisi e età >60 anni o carcinoma renale non controllato | |
| 5. Cirrosi epatica Child B o C, o malattia epatica documentata con marcato incremento delle transaminasi (≥3 volte i valori normali) e un’età >60 anni, o qualsiasi carcinoma delle vie biliari o carcinoma epatico non controllato o epatite virale acuta | |
| 6. Infezione attiva resistente alla terapia antinfettiva | |
| 7. Malattia mentale attiva che richiede ricovero in ambiente psichiatrico, istituzionalizzazione o gestione ambulatoriale intensiva, o stato cognitivo attuale che produce dipendenza (come confermato dallo Specialista) non controllata dal caregiver | |
| 8. performance status (PS) ECOG ≥3 non correlato alla leucemia | |
| 9. Qualsiasi altra comorbidità che il medico giudichi incompatibile con la chemioterapia intensiva convenzionale | |
| AML, leucemia mieloide acuta; DLCO, capacità di diffusione dei polmoni per il monossido di carbonio; ECOG, Eastern Cooperative Oncology Group; EF, frazione di eiezione; FEV1, volume espiratorio forzato in 1 secondo. | |
Tabella tratta da tabella 3 ref 5
| Tabella 2. | Criteri operativi per definire l’unfitness alla chemioterapia non intensiva nella AML |
| 1. Insufficienza cardiaca congestizia refrattaria | |
| 2. Malattia polmonare documentata con DLCO ≤65% o FEV1≤65%, o dispnea a riposo o che richiede ossigeno, o qualsiasi neoplasia pleurica o neoplasia polmonare non controllata | |
| 3. Cirrosi epatica Child B o C o epatite virale acuta | |
| 4. Infezione attiva resistente alla terapia antinfettiva | |
5. Malattia mentale attiva che richiede ricovero in ambiente psichiatrico, istituzionalizzazione o gestione ambulatoriale intensiva, o stato cognitivo attuale che produce dipendenza (come confermato dallo specialista) non controllata dal caregiver | |
| 6. Neoplasia incontrollata | |
| AML, leucemia mieloide acuta; DLCO, capacità di diffusione dei polmoni per il monossido di carbonio; ECOG, Eastern Cooperative Oncology Group; EF, frazione di eiezione; FEV1, volume espiratorio forzato in 1 secondo. | |
Tabella tratta da tabella 4 ref 5
I “criteri di fitness” proposti da Ferrara et al., sono stati verificati retrospettivamente in 699 pazienti con AML (419 de novo, 280 AML secondaria), diagnosticati presso 8 Centri Ematologici (Borlenghi et al. Rete Ematologica Lombarda - REL)4
Questi semplici “criteri di fitness” applicati al momento della diagnosi potrebbero facilitare, insieme alla valutazione del rischio biologico, la scelta dell’intensità di trattamento più appropriata nei pazienti anziani affetti da AML.4
L’accuratezza dei criteri di fitness proposti da Ferrara et al. per la mortalità precoce e la previsione di sopravvivenza sono stati valutati in un altro recente studio (Palmieri et al. 2020) condotto su un’ampia coorte di pazienti adulti con AML sottoposti a chemioterapia intensiva.6
- I risultati dello studio hanno indicato che i criteri di fitness forniscono uno strumento utile per predire la mortalità precoce dopo chemioterapia intensiva.6
Questa valutazione, insieme a dati molecolari/genetici, potrebbe essere utile come base per un processo decisionale integrato, in particolare nei pazienti più anziani e in quelli con comorbidità.6
Infine, recentemente nel 2025 è stato pubblicato un aggiornamento delle linee guida ELN nato dall'esigenza di fornire un'interpretazione moderna della fitness, che dovrebbe incorporare una valutazione completa del paziente andando oltre le tradizionali caratteristiche cliniche e biologiche della malattia.7
Pertanto, un gruppo internazionale di esperti, riunito per conto della European Leukemia Net (ELN), ha portato avanti questo lavoro con un duplice obiettivo:7
- fornire gli strumenti per una definizione generale di fitness/unfitness del paziente
- identificare e classificare i singoli fattori che contribuiscono a questa definizione.
Sono stati sviluppati 21 statement su 5 aspetti principali7:
- Definizioni generali
- Componenti della fitness
- Influenza della fitness e della genetica della malattia sulla scelta del trattamento
- Tempistica per la determinazione di fitness e aspetti genetici
- Impatto previsto sulla qualità della vita e sul supporto sociale
Gli statement sono stati sottoposti alla votazione mediante il metodo GRADE di 31 ematologi che hanno assegnato a ogni statement un livello di evidenza e un grado di raccomandazione.7
E' stato poi utilizzato il metodo Delphi per determinare il livello di accordo sulle dichiarazioni (da 1 a 5 su una scala Likert) e il consenso su ciascuna affermazione è stato definito come ≥70% di accordo o disaccordo.7
Le principali conclusioni sono state7:
- qualsiasi trattamento e' preferibile a non trattare affatto: la valutazione della fitness nei pazienti con leucemia mieloide acuta è fondamentale per fornire la terapia giusta al paziente giusto
- è ormai superato l'approccio dualistico "si o no" alla chemioterapia: la fitness dovrebbe riflettere l’eleggibilità a un trattamento specifico piuttosto che una classificazione binaria generica dell'idoneità alla chemioterapia intensiva
- è fondamentale includere nella fitness la percezione del paziente: è opportuno estendere il concetto di fitness prendendo in considerazione anche una vasta gamma di aspetti centrati sul paziente.
Patogenesi
La biologia dell’AML è eterogenea e nel complesso caratterizzata da proliferazione e differenziazione anomale dei precursori mieloidi nel midollo osseo.8
L'AML è un processo clonale che si sviluppa da un singolo blasto mieloide trasformato con conseguente proliferazione clonale, che si verifica in individui altrimenti sani e precede lo sviluppo della leucemia.8
Le mutazioni leucemiche iniziali si verificano nelle cellule staminali ematopoietiche (HSC) precoci e provocano alterazioni nell'autorinnovamento. La capacità acquisita di autorinnovamento delle cellule staminali mutanti consente l'acquisizione di ulteriori mutazioni nel tempo, lo sviluppo di cellule staminali leucemiche (LSC) e la potenziale trasformazione in leucemia.8
Numerose ricerche sono state condotte per identificare biomarcatori prognostici nella leucemia mieloide acuta (AML), ciò nonostante la prognosi risulta molto variabile e la patologia presenta un alto tasso di mortalità:9
- sopravvivenza globale a 5 anni: <50%;
- nei pazienti anziani solo il 20% sopravvive 2 anni dopo la diagnosi.
Fattori prognostici più rilevanti:9
- Risultati citogenetici
- Anomalie molecolari altamente predittive di:
- tassi di remissione completa (CR);
- sopravvivenza libera da malattia (DFS);
- rischio di ricaduta;
- sopravvivenza globale (OS).
Epidemiologia
La leucemia mieloide acuta (AML) è un tumore che colpisce prevalentemente i pazienti anziani. L’età mediana dei pazienti con AML alla diagnosi è di ~70 anni.2,10
Età e fragilità rappresentano i più importanti fattori predittivi di outcome della AML, come evidenziato sia in studi clinici sia in real world.5
Recenti dati di uno studio real life, retrospettivo, multicentrico, condotto dalla Rete Ematologica Lombarda (REL) hanno evidenziato:4
- un’età mediana alla diagnosi significativamente inferiore nei pazienti fit (69 anni; p <0,0001) - che per definizione non possono avere più di 75 anni - ma simile tra i pazienti unfit e frail (mediana di 78 vs 76 anni)
- un performance status (PS) >2 nello 0%, 28,7% e 58% nei pazienti fit, unfit e frail, (p<0001) rispettivamente
- categorie di rischio ELN e citogenetico inferiori nei pazienti fit rispetto ai pazienti unfit e frail
Il concetto di “età anagrafica” riflette un valore assoluto, ma non tiene conto dell’età “biologica”, rappresentativa della condizione fisica (variabile tra persone della stessa età).12
Nei pazienti con AML l’età avanzata non definisce l’aggressività clinica della malattia, ma assume tuttavia una rilevanza clinica significativa dovuta al profondo impatto prognostico sull’outcome di malattia.12
Rispetto ai pazienti adulti i pazienti anziani con AML mostrano una:4
- sopravvivenza ridotta
- maggiore morbilità associata al trattamento.
D’altra parte, le comorbidità più frequenti nei pazienti più anziani rispetto ai più giovani non consentono approcci terapeutici intensivi con intento curativo.4
Sintomi
Oltre ad essere una malattia in rapida progressione, la leucemia mieloide acuta (AML) è una malattia sintomatica con i segni/sintomi chiave riportati in letteratura come vertigini, affaticamento, febbre e debolezza.13
Inoltre, questi segni/sintomi, insieme alla diagnosi di una malattia potenzialmente letale, hanno un impatto sulla vita dei pazienti, tra cui aumento dell'ansia, della paura, della disperazione, ridotta capacità di mantenere i ruoli sociali/familiari, depressione, basso desiderio sessuale e incertezza della remissione.13
Diagnosi e classificazione genetica
L’AML è definita sulla base di un'ispezione morfologica che rivela una conta blastica mieloide del 20% su 500 cellule del midollo osseo, sebbene il conteggio di un numero inferiore di cellule sia sufficiente nei pazienti con conta blastica elevata.10
La classificazione genetica dell’AML è fondamentale per guidare le decisioni terapeutiche e predire la prognosi.10 Studi recenti hanno esplorato il contributo della genetica e delle variabili cliniche come fattori predittivi della sopravvivenza libera da eventi (EFS) e della sopravvivenza globale (OS).14
Le raccomandazioni ELN (European LeukemiaNet) del 2017 per la diagnosi e la gestione di pazienti adulti con AML identificano tre gruppi di rischio prognostico, in base al cariotipo e all’analisi mutazionale:10,14
- rischio standard (pazienti in cui si prevede che il rischio di ricaduta sia basso se trattati con sola chemioterapia di induzione e consolidamento);
- rischio intermedio (pazienti con anomalie molecolari o citogenetiche non classificate come favorevoli o avverse);
- rischio avverso (pazienti con citogenetica complessa e altre aberrazioni genetiche poor risk. I pazienti che non riescono a raggiungere la CR dopo 2 cicli di induzione dovrebbero essere considerati a rischio avverso, indipendentemente dalla genetica/citogenetica).
Un modello prognostico che incorpori fattori ben riconosciuti, quali:15
è essenziale per una precisa stratificazione del rischio prima del trattamento e, soprattutto, per l’implementazione del processo decisionale terapeutico nell’applicazione clinica.15
TABELLA RIASSUNTIVA DELLA STRATIFICAZIONE DEL RISCHIO SECONDO LE RACCOMANDAZIONI ELN 2017
CATEGORIA DI RISCHIO*
ANOMALIA GENETICA
STANDARD
t(8;21)(q22;q22.1); RUNX1-RUNX1T1
inv(16)(p13.1q22) o t(16;16)(p13.1;q22); CBFB-MYH11
Mutazione NPM1 senza FLT3-ITD o con FLT3-ITDlow†
Mutazione biallelica CEBPA
INTERMEDIO
Mutazione NPM1 e FLT3-ITDhigh†
NPM1 wild-type senza FLT3-ITD o con FLT3-ITDlow†
(senza lesioni genetiche a rischio avverso)
t(9;11)(p21.3;q23.3); MLLT3-KMT2A‡
Anomalie citogenetiche non classificate come favorevoli o avverse
AVVERSO
t(6;9)(p23;q34.1); DEK-NUP214
t(v;11q23.3); riarrangiamento KMT2A
t(9;22)(q34.1;q11.2); BCR-ABL1
inv(3)(q21.3q26.2) o t(3;3)(q21.3;q26.2); GATA2,MECOM(EVI1)
25 o del(5q); —7; —17/abn(17p)
Cariotipo complesso,§ cariotipo monosomico||
NPM1 wild-type e FLT3-ITDhigh†
RUNX1 mutato¶
ASXL1 mutato¶
TP53 mutato#
Frequenze, tassi di risposta e misure di outcome dovrebbero essere riportati in base alla categoria di rischio e, se sono disponibili numeri sufficienti, per le specifiche lesioni genetiche indicate.
*L’impatto prognostico di un marker dipende dal trattamento e può variare con le nuove terapie.
†Low, rapporto allelico basso (<0,5); high, rapporto allelico alto (≥0,5); la valutazione semiquantitativa del rapporto allelico FLT3-ITD (utilizzando l’analisi dei frammenti di DNA) è determinata come rapporto dell’area sotto la curva “FLT3-ITD” diviso per l’area sotto la curva “FLT3-wild type”; studi recenti indicano che la AML con mutazione NPM1 e un basso rapporto allelico FLT3-ITD può anche avere una prognosi più favorevole e i pazienti non dovrebbero essere assegnati di routine a HCT allogenico.
‡La presenza di t(9; 11) (p21.3; q23.3) ha la precedenza sulle mutazioni geniche a rischio avverso rare e concomitanti.
§Tre o più anomalie cromosomiche non correlate in assenza di 1 delle traslocazioni o inversioni ricorrenti designate dall’OMS, cioè t (8; 21), inv (16) o t (16; 16), t (9; 11), t (v; 11) (v; q23.3), t (6; 9), inv (3) o t (3; 3); AML con BCR-ABL1.
||Definito dalla presenza di 1 singola monosomia (esclusa la perdita di X o Y) in associazione con almeno 1 monosomia aggiuntiva o anomalia cromosomica strutturale (escluso il fattore di legame del nucleo AML).
¶Questi marcatori non dovrebbero essere usati come marcatori prognostici avversi se si manifestano in sottotipi di AML a rischio standard.
#Le mutazioni di TP53 sono significativamente associate alla AML con cariotipo complesso e monosomico.
Tabella tratta da Tabella 5 in rif. 14
L’analisi citogenetica convenzionale rappresenta una componente obbligatoria nella valutazione diagnostica di un paziente con sospetta AML.16
Le anomalie cromosomiche vengono rilevate in circa il 55% degli adulti di AML. 16
Il cariotipo delle cellule leucemiche rappresenta il fattore prognostico più forte per la risposta alla terapia di induzione e per la sopravvivenza. 16
Categorie citogenetiche che distinguono una prognosi particolarmente sfavorevole: 16
- cariotipo complesso, definito come presenza di 3 o più anomalie cromosomiche in assenza di t (8; 21), inv (16) o t (16; 16) e t (15; 17): outcome molto scarso;
- cariotipo monosomico, definito dalla presenza di una singola monosomia (escludendo la perdita isolata di X o Y) in associazione con almeno una monosomia aggiuntiva o un’anomalia cromosomica strutturale (escluso il core-binding factor [CBF] AML).
Il maggior tasso di recidiva e la peggiore OS associati a FLT3-ITD dipendono in gran parte dal rapporto allelico ITD.14
- Gli studi più recenti suggeriscono che i pazienti con mutazione NPM1 e FLT3-ITD con un rapporto allelico basso (<0,5) (FLT3-ITDlow) hanno un outcome simile (favorevole) ai pazienti con una mutazione NPM1 ma senza FLT3-ITD; quindi, entrambi i gruppi sono ora considerati favorevoli14
- Al contrario, la AML con NPM1 wild-type e FLT3-ITD con un alto (≥0,5) rapporto allelico (FLT3-ITDhigh) ha una prognosi sfavorevole e viene inserita nel gruppo a rischio avverso, anche se il panel di esperti ha riconosciuto che il decorso naturale della AML con mutazione FLT3 può variare con l’uso di inibitori di FLT314
- Mutazioni RUNX1, ASXL1 e TP53e cariotipo monosomico sono stati aggiunti al gruppo di rischio avverso14
In evidenza
Bibliografia
- DiNardo CD, Cortes JE. Mutations in AML: prognostic and therapeutic implications. Hematology. 2016;2016(1):348–355.
- Palmieri R, Paterno G, De Bellis E, et al. Therapeutic Choice in Older Patients with Acute Myeloid Leukemia: A Matter of Fitness. Cancers (Basel). 2020;12(1):120.
- Döhner H, et al. Blood. 2022;140(12):1345-1377.
- Borlenghi E, Pagani C, Zappasodi P, et al. Validation of the “fitness criteria” for the treatment of older patients with acute myeloid leukemia: A multicenter study on a series of 699 patients by the Network Rete Ematologica Lombarda (REL). J Geriatr Oncol. 2021;12(4):550-556
- Ferrara F, Barosi G, Venditti A, et al. Consensus-based definition of unfitness to intensive and non-intensive chemotherapy in acute myeloid leukemia: a project of SIE, SIES and GITMO group on a new tool for therapy decision making. Leukemia. 2013;27(5):997-9
- Palmieri R, Othus M, Halpern AB, et al. Accuracy of SIE/SIES/GITMO Consensus Criteria for Unfitness to Predict Early Mortality After Intensive Chemotherapy in Adults With AML or Other High-Grade Myeloid Neoplasm. J Clin Oncol. 2020;38(35):4163-4174.
- Venditti A. et al, Blood Adv. 2025;
- Wachter F., Pikman Y., Acta Haematol (2024) 147 (2): 229-246
- Prada-Arismendy J, Arroyave JC, Röthlisberger S. Molecular biomarkers in acute myeloid leukemia. Blood Rev. 2017;31(1):63-76.
- Heuser M, Ofran Y, Boissel N, et al; ESMO Guidelines Committee. Electronic address: clinicalguidelines@esmo.org. Acute myeloid leukaemia in adult patients: ESMO Clinical Practice Guidelines for diagnosis, treatment and follow-up. Ann Oncol. 2020 Jun;31(6):697-712.
- Shallis RM, Wang R, Davidoff A, et al. Epidemiology of acute myeloid leukemia: Recent progress and enduring challenges. Blood Rev. 2019;36:70-87.
- Ossenkoppele G, Löwenberg B. How I treat the older patient with acute myeloid leukemia. Blood. 2015;125(5):767-74.
- Tomaszewski EL, Fickley CE, Maddux L, et al. The Patient Perspective on Living with Acute Myeloid Leukemia. Oncology and therapy. 2016;4(2):225-238. doi:10.1007/s40487-016-0029-8
- Döhner H, Estey E, Grimwade D, et al. Diagnosis and management of AML in adults: 2017 ELN recommendations from an international expert panel. Blood. 2017;129(4):424-447.
- Ma TT, Lin XJ, Cheng WY, et al. Development and validation of a prognostic model for adult patients with acute myeloid leukaemia. EBioMedicine. 2020;62:103126.
- Döhner H, Estey EH, Amadori S, et al; European LeukemiaNet. Diagnosis and management of acute myeloid leukemia in adults: recommendations from an international expert panel, on behalf of the European LeukemiaNet. Blood. 2010;115(3):453-74.
Codice aziendale: IT-ONCA-250001
Data di ultimo aggiornamento: Ottobre 2025