Tumore Ovarico
Informazioni sulla patologia
Il carcinoma ovarico rappresenta una delle neoplasie ginecologiche più letali, responsabile di circa il 30% delle morti per tumori ginecologici.
Epidemiologia
Il carcinoma ovarico rappresenta una delle neoplasie ginecologiche più letali, responsabile di circa il 30% delle morti per tumori ginecologici e attestandosi come decima neoplasia più frequente tra le donne (3%)
Nel 2024 sono stimate circa 5.423 nuove diagnosi di tumore ovarico in Italia, con una sopravvivenza a cinque anni pari al 43%.
Patogenesi
Il carcinoma ovarico comprende diversi sottotipi istologici, ognuno con proprie caratteristiche morfologiche e molecolari.1
Quelli più frequenti sono i tumori epiteliali (circa il 90%)2, soprattutto il carcinoma sieroso di alto grado (che rappresenta circa il 70% dei casi), seguito da istotipi endometrioidi, a cellule chiare e mucinosi.1
Un importante fattore patogenetico è costituito dalle mutazioni ereditarie nei geni BRCA1 e BRCA2, che contribuiscono a un aumentato rischio di sviluppare la malattia (dal 30% al 70%).1
Fattori di rischio
La predisposizione allo sviluppo del carcinoma ovarico è data da una combinazione di fattori paziente-specifici e di fattori esterni.
Non esiste, ad oggi, un meccanismo patogenetico unico alla base dello sviluppo del carcinoma ovarico.
Lo sviluppo del carcinoma ovarico si pensa essere legato a diversi meccanismi, tra cui:
- Ripetuti danni al DNA delle cellule epiteliali sulla superficie ovarica, danni che si accumulano durante i cicli ovarici nel corso della vita di una donna (teoria dell’ovulazione ininterrotta ).4
- Precursori delle cellule di carcinoma ovarico localizzate a livello delle tube di Falloppio che evolvono in senso carcinomatoso e si diffondono all’ovaio adiacente (teoria dell’origine tubarica).4
Sintomi
Il carcinoma ovarico frequentemente si presenta con sintomi aspecifici e tardivi, motivo per cui viene spesso diagnosticato in stadio avanzato.1
Tra i sintomi:1
La diagnosi precoce è rara e generalmente avviene in maniera occasionale durante controlli ginecologici di routine.1
Attualmente non esistono strategie di screening efficaci per la popolazione generale, che consentano di effettuare una diagnosi precoce, eccetto per le donne con alterazioni dei geni BRCA1 e BRCA2.1
La diagnosi si basa sull’integrazione di esame obiettivo, diagnostica per immagini (ecografia transvaginale, TC addome-pelvi), marcatori tumorali (in particolare il CA-125, sebbene non sia specifico) e conferma istopatologica tramite biopsia o intervento chirurgico.1
Obiettivi terapeutici
Nei casi di malattia iniziale, l'obiettivo terapeutico principale è la guarigione o il controllo della malattia, mentre nei casi di malattia avanzata è il prolungamento della sopravvivenza.1
Negli ultimi anni, l’obiettivo terapeutico si è però ampliato: oltre alla sopravvivenza, si mira a migliorare la qualità di vita, individualizzare i trattamenti in base alle caratteristiche molecolari e a garantire la presa in carico multidisciplinare ottimale.
Nei tumori diagnosticati in stadio iniziale, la chirurgia radicale è curativa nel 70% delle diagnosi.1
Nei casi avanzati, il trattamento di scelta è la chirurgia citoriduttiva massimale seguita da chemioterapia sistemica a base di platino e taxani.
Il raggiungimento della completa rimozione macroscopica della malattia è uno dei più importanti fattori prognostici.1
Per le donne non candidabili a citoriduzione primaria, una valida alternativa terapeutica è costituita dalla chemioterapia neoadiuvante.1
Fino a dieci anni fa la chemioterapia ha rappresentato l’unica opzione terapeutica per le pazienti affette da tumore ovarico.
Oggi, negli stadi avanzati, sia nella prima linea di trattamento, che alla recidiva di malattia sono disponibili farmaci “targeted”, come gli antiangiogenetici o i PARP-inibitori, che allungano la sopravvivenza
Nonostante la maggioranza delle pazienti risponda al trattamento a base di platino, l’insorgenza di platino-resistenza nel carcinoma ovarico ricorrente è inevitabile durante il corso della malattia.5
Il 75-80% delle pazienti risponde ad un trattamento di prima linea, di questi, il 70% recidiverà entro i primi due anni e diverrà infine platino-resistente.1,5
Anche in questa popolazione negli ultimi anni si sono sviluppate terapie target, come terapie dirette contro il recettore alfa del folato (FRα).1,2
Bibliografia
- I numeri del cancro in Italia 2025. https://www.salute.gov.it/new/it/pubblicazione/i-numeri-del-cancro-italia-2025/
- Caruso et al. Ovarian Cancer. JAMA 2025
- SEER. Cancer stat facts: ovarian cancer. Accessed May 2, 2024. https://seer.cancer.gov/statfacts/html/ovary.html
- Budiana ING, et al. J Turk Ger Gynecol Assoc. 2019;20:47-54
- Richardson DL, et al. JAMA Oncol. 2023;9(6):851-859
Codice aziendale: IT-ONCOC-250018
Data di ultimo aggiornamento: Aprile 2026